Indizio n.22 Vademecum Ecumenismo : “L’intercomunione con ortodossi e protestanti viene ufficializzata con il cavallo di troia delle eccezioni e il discernimento locale: ciò che in passato era impensabile ora diverrà realtà diffusa. Cosa resterà di autenticamente Cattolico?” di INVESTIGATORE BIBLICO

E’ ormai da tempo che seguo con preoccupazione l’ evolversi della dibattuta ricerca ecumenica sull’intercomunione, a cui ho precedentemente accennato. Credo seriamente che i tempi siano maturi. Tempi duri, presumo.
Nei giorni scorsi è stato presentato un documento del Pontificio Consiglio per l’Unità dei Cristiani principalmente rivolto ai Vescovi di tutto il mondo: un vademecum ufficiale contenente linee guida per il cammino ecumenico nelle varie Diocesi.
In esso si fa riferimento come punto essenziale al tema della INTERCOMUNIONE con protestanti e ortodossi.

[https://www.lastampa.it/vatican-insider/2020/12/04/news/ecumenismo-il-vaticano-pubblica-un-vademecum-fissate-regole-su-matrimoni-misti-e-intercomunione-1.39619333
Il testo integrale, al seguente link, scorrete verso il basso per trovare anche la traduzione in italiano:
(https://press.vatican.va/content/salastampa/it/bollettino/pubblico/2020/12/04/0635/01477.html)].

Invito i lettori a prestare attenzione soprattutto al n. 36 del documento.
Attraverso quelli che, ahimè, definisco mezzucci – piccole frasi lasciate nell’ambiguità, la scelta di lasciare il discernimento dei singoli casi ai Vescovi locali, eccetera – si corre il serio rischio di aprire ad una vera e propria voragine sacramentale e teologica.
Dopo varie premesse al paragrafo 36 viene scritto: “in certe circostanze, in via eccezionale e a determinate condizioni, l’ammissione a questi sacramenti (tra cui l’Eucaristia, ndr) può essere autorizzata e perfino raccomandata a cristiani di altre Chiese e Comunità ecclesiali”.

Con questo documento si apre ufficialmente, pertanto, una piccola porta alla pratica non ben definita dell’intercomunione e dei cui limiti rimane un mistero.
Questo può valere per gli ortodossi. Ma di certo NON PUO’ AVERE UN VALORE DI LICEITÀ con i protestanti. Questa distinzione, purtroppo, NON è menzionata minimamente nel vademecum.
Si deduce, di conseguenza, che la pratica dell’intercomunione sia lecita sia con ortodossi che protestanti.

Andiamo ai casi pratici.
Se, ad esempio, un fedele protestante – il quale per sua struttura dottrinale non crede alla Presenza Vera Reale e Sostanziale di Gesù nell’Eucaristia – volesse partecipare alla Messa Cattolica e comunicarsi, potrà farlo liberamente. Una qualsiasi persona di buon senso può intuire che le eccezioni sono solo un cavallo di Troia: esse diverranno facilmente norma visto che un non ben definito discernimento locale deciderà sul da farsi.
Di contro, per assurdo ma non troppo di questi tempi, un Cattolico che intendesse partecipare a una “santa Cena” protestante, potrà farlo liberamente.

Il tema non è una novità per chi legge e si informa sui fatti di Chiesa.
Questo documento, tuttavia, conferisce il grado di ufficialità, sotto il nome di vedemecum e non più sotto la spinta di una precedente verbale raccomandazione.
Si raccomanda inoltre la divulgazione tramite i media. Un metodo e una modalità che ha quasi il sapore della propaganda politica.
La pericolosità di questo documento, di questa linea di pensiero, che porta al sacrilegio, è talmente evidente da non essere compresa dalla maggior parte della cattolicità, ormai addormentata in qualsiasi tema di dottrina.
La dottrina ormai è obsoleta, infastidisce.
Ma, contrariamente al secolo in cui viviamo, i Padri e la Tradizione hanno ampiamente dato ragione a quanto dico.
In primis, i protestanti non credono nell’Eucaristia e vivono la cena come un semplice simbolo. La Transustanziazione, caposaldo della Fede Cattolica, pare ormai un ricordo sbiadito nei cervelli dei cristiani. Tutto avviene in nome della fratellanza e dell’unità.
Valori sacrosanti, per carità. Ma in nome della fratellanza umana si calpesta ciò che di più divino Cristo ci ha lasciato: il Sacramento dell’Eucaristia.
Mi permetto di citare un mio articolo precedente sull’importanza delle parole usate durante la Consacrazione (https://investigatorebiblico.wordpress.com/2020/11/08/indizio-n-11-cittadellaeditrice-com-alcune-riflessioni-bibliche-su-un-articolo-del-teologo-andrea-grillo-in-merito-allintercomunione-appello-al-confronto-di-investigatore/).
Non amo esprimere giudizi diretti, dedicandomi a studi biblici, ma mi sento in diritto di affermare che la guida della Chiesa verso la Verità che è Cristo abbia perso completamente la bussola.

L’intercomunione si tratta di un errore gravissimo, che mai la Chiesa in passato avrebbe permesso.
Non può sussistere una “intercomunione” con chi NON crede nella Presenza di Cristo nell’Eucaristia.
Credere nella presenza reale di Cristo nell’ Ostia non è marginale.

Ricordiamo a tal proposito le parole di San Paolo:
Orbene, se anche noi stessi o un angelo dal cielo vi predicasse un vangelo diverso da quello che vi abbiamo predicato, sia anàtema! L’abbiamo già detto e ora lo ripeto: se qualcuno vi predica un vangelo diverso da quello che avete ricevuto, sia anàtema!” (Galati 1,8-9 – traduzione 1974).
Siamo di fronte al primo passo verso la tanto aspirata messa ecumenica, di cui Cascioli già segnalò le prove generali nel febbraio scorso a Ginevra (https://lanuovabq.it/it/la-messa-ecumenica-e-quel-malinteso-sui-sacramenti). Nessuno disse nulla.
Tra l’altro, tra le mie ricerche da investigatore, sono venuto a conoscenza che a Friburgo, in Germania, già ESISTE UNA PARROCCHIA intitolata a Santa Maria Maddalena, in cui nell’unico edificio coesistono DUE CHIESE di confessione diversa: una protestante e l’altra Cattolica (https://www.luoghidellinfinito.it/Rubriche/Pagine/Una-chiesa-ecumenica-%C3%A8-possibile.aspx).
Ora la domanda è questa: che ecumenismo ci può essere con una chiesa scismatica che NON riconosce Pietro e NON riconosce l’Eucaristia?
Non voglio suonare apocalittico, ma immaginate la deriva a cui si giungerà senza che nessuno incaricato metta un freno.

Vorrei citare alcuni passi.
NON esiste comunione SENZA Pietro. NON esiste comunione SENZA Eucaristia.
Gesù Cristo in Persona disse a Pietro in Mt 16,18: “κἀγὼ δέ σοι λέγω ὅτι σὺ εἶ Πέτρος, καὶ ἐπὶ ταύτῃ τῇ πέτρᾳ οἰκοδομήσω μου τὴν ἐκκλησίαν” – “Ed io dico a te: tu sei Pietro e su questa Pietra edificherò la mia Chiesa” – “oìkodomeso=edificherò”.
Gesù HA EDIFICATO la Sua Chiesa su Pietro. E chi non è in comunione con Pietro, non è in comunione con la Chiesa fondata da Cristo: per questo non può sussistere neppure lontanamente la parola comunione con chi non riconosce Pietro. Se non esiste comunione con chi non riconosce Pietro, non ci può essere comunione con chi NON riconosce l’Eucaristia.
Sempre San Paolo ha scritto: “il calice della benedizione che noi benediciamo, non è forse comunione con il Sangue di Cristo? E il pane che noi spezziamo, non è forse comunione con il Corpo di Cristo? Poiché c’è un solo pane, noi, pur essendo molti, siamo un corpo solo: tutti infatti partecipiamo dell’unico pane”.
L’Apostolo sottolinea in questi versetti che noi, pur essendo molti, siamo un corpo solo. E utilizza proprio la frase : “ἓν σῶμα οἱ πολλοί ἐσμεν” – “en soma oi polloì èsmen” . “siamo UN solo corpo”.
Noi dunque possiamo essere UN SOLO CORPO soltanto attraverso la Presenza di Gesù Vera Reale e Sostanziale dell’Eucaristia.
Senza Eucaristia non c’è ecumenismo, non esiste comunione.

Questo è il vero fondamento di studio che avrebbe dovuto svolgere il Pontificio Consiglio per l’Unità dei Cristiani. Ovvero tenere fermi questi cardini: Pietro e l’Eucaristia.
Al contrario la soluzione adottata è mero sentimentalismo che mette al centro della questione l’uomo e non Cristo.

Anche considerando la questione a livello dogmatico la direzione è sbagliata.
Il Concilio di Trento nel Decreto sull’Eucaristia (Sessione XIII) ribadisce:
1.Se qualcuno negherà che nel Santissimo Sacramento dell’Eucarestia è contenuto veramente, realmente, sostanzialmente il corpo e il sangue di nostro signore Gesù Cristo, con l’anima e la divinità, e, quindi, tutto il Cristo, ma dirà che esso vi è solo come in un simbolo o una figura, o solo con la sua potenza, sia anatema.
2. Se qualcuno dirà che nel Santissimo Sacramento dell’Eucarestia assieme col Corpo e col Sangue di Nostro Signore Gesù Cristo rimane la sostanza del pane e del vino e negherà quella meravigliosa e singolare trasformazione di tutta la sostanza del pane nel Corpo, e di tutta la sostanza del vino nel Sangue, e che rimangono solamente le specie del pane e del vino, – trasformazione che la chiesa cattolica con termine appropriatissimo chiama transustanziazione, – sia anatema (http://concilioditrento.blogspot.com/p/decreto-sulleucarestia-sessione-xiii.html).
Tutto appare molto chiaro, senza spazi a dubbi o ripensamenti.

Anche nel Concilio Vaticano II viene ribadito il concetto.
Nel decreto sulle chiese cattoliche orientali Orientalium Ecclesiarum al numero 26 viene scritto: “la comunicazione in Cose Sacre che offende l’unità della Chiesa o include la formale adesione all’errore o il pericolo di errare nella fede, di scandalo e di indifferentismo, è proibita dalla legge Divina” (http://www.vatican.va/archive/hist_councils/ii_vatican_council/documents/vat-ii_decree_19641121_orientalium-ecclesiarum_it.html).
…è proibita dalla legge divina…

E ancora San Giovanni Paolo II nell’Enciclica Ecclesia de Eucharistia al n.44 ci ha ricordato: “Proprio perché l’unità della Chiesa, che l’Eucaristia realizza mediante il Sacrificio e la Comunione al Corpo e al Sangue del Signore, ha l’inderogabile esigenza della completa comunione nei vincoli della professione di fede, dei Sacramenti e del governo ecclesiastico, non è possibile concelebrare la stessa liturgia eucaristica fino a che non sia ristabilita l’integrità di tali vincoli. Siffatta concelebrazione non sarebbe un mezzo valido, e potrebbe anzi rivelarsi un ostacolo al raggiungimento della piena comunione, attenuando il senso della distanza dal traguardo e introducendo o avallando ambiguità sull’una o sull’altra verità di fede. Il cammino verso la piena unità non può farsi se non nella verità. In questo tema il divieto della legge della Chiesa non lascia spazio a incertezze” (http://www.vatican.va/holy_father/special_features/encyclicals/documents/hf_jp-ii_enc_20030417_ecclesia_eucharistia_it.html).

Concludo questa riflessione nella speranza che i Vescovi lascino questo vademecum in qualche cassetto a fare polvere e si occupino invece di sponsorizzare e valorizzare maggiormente l’Adorazione Eucaristica, che in qualche Parrocchia pare ormai pratica abbandonata.

[…Scusa Duilio, oggi non ho voglia di chiacchierare. Preghiamo, invece, preghiamo…]*

Investigatore Biblico

*Retropensiero dell’autore. Vuoi un chiarimento sul contenuto? Vai qui:
https://investigatorebiblico.wordpress.com/cose-il-retropensiero-di-investigatore-biblico/

POSTILLA – 9 DICEMBRE 2020:

Aggiungo postumo alla pubblicazione del post questo articolo dell’ Osservatore Romano. Come si può leggere, il Cardinale Koch non cela affatto ciò che non è una sbiadita direzione, ma un orizzonte ben stabilito e pianificato. Leggete questo estratto:

Cardinale Koch, in una recente intervista ai media vaticani ha detto, parlando delle grandi sfide ecumeniche, che si è concordi sulla necessità dell’unità ma non ancora su quale forma essa debba avere. Il nuovo documento è un tentativo di dare concretezza all’obiettivo?
“Certamente, una delle maggiori sfide attuali del movimento ecumenico consiste proprio nella mancanza di un consenso realmente solido sul suo obiettivo. Tutti i cristiani di tutte le diverse tradizioni concordano sulla necessità dell’unità, ma non ancora sulla forma che essa possa avere. Occorre una visione comune. I prossimi passi potranno essere compiuti infatti soltanto se abbiamo un obiettivo chiaro in mente, in particolare per quanto riguarda l’unità nella fede, nel ministero e nei sacramenti. In questo senso, il vademecum, promovendo l’ecumenismo a livello locale, potrebbe contribuire a una visione comune dell’unità che cerchiamo, cioè piena e visibile.”

Il progetto è volontario e pianificato con intenzione.

11 pensieri su “Indizio n.22 Vademecum Ecumenismo : “L’intercomunione con ortodossi e protestanti viene ufficializzata con il cavallo di troia delle eccezioni e il discernimento locale: ciò che in passato era impensabile ora diverrà realtà diffusa. Cosa resterà di autenticamente Cattolico?” di INVESTIGATORE BIBLICO

  1. Buongiorno.
    A quanto pare il problema teologico del riconoscimento della Presenza Reale di Gesù Cristo Nostro Signore nell’Eucarestia non è solo un problema dei protestanti, ma anche di molti che ora risiedono ed operano tra le mura Leonine.
    Tempi duri, durissimi davvero.
    Un caro saluto
    Emanuele

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    1. La ringrazio Investigatore, per questa segnalazione.
      La cosa è davvero grave.
      Ci sono mille vie per dialogare civilmente con i ‘fratelli separati’, non di certo consentire quello che la Chiesa ha GIUSTAMENTE negato per secoli. E in nome di cosa?
      Basta poco lievito andato a male per contaminare tutto l’impasto.
      Ma non è un problema morale! La questione è abbracciare in toto i sacramenti cattolici e quindi validi.
      I protestanti non possono ricevere l’Eucaristia se prima non vi è un atto di riconoscimento degli errori e un rientro vero e proprio nella Chiesa. In questo modo si troverebbero loro stessi a mangiare la loro condanna.
      Non è nemmeno caritatevole nei loro confronti. Li mettono in pericolo!
      Oltre a tutti i motivi qui esposti.
      Incavolato

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      1. Buongiorgio IB 👋😁

        “Vidi anche il rapporto tra i due papi… Vidi quanto sarebbero state nefaste le conseguenze di questa falsa chiesa. L’ho veduta aumentare di dimensioni; eretici di ogni tipo venivano nella città [di Roma]. Il clero locale diventava tiepido, e vidi una grande oscurità… Allora la visione sembrò estendersi da ogni parte. Intere comunità cattoliche erano oppresse, assediate, confinate e private della loro libertà. Vidi molte chiese che venivano chiuse, dappertutto grandi sofferenze, guerre e spargimento di sangue. Una plebaglia selvaggia e ignorante si dava ad azioni violente. Ma tutto ciò non durò a lungo“. (13 maggio 1820)

        “Vedo il Santo Padre in grande angoscia. Egli vive in un palazzo diverso da quello di prima e vi ammette solo un numero limitato di amici a lui vicini. Temo che il Santo Padre soffrirà molte altre prove prima di morire. Vedo che la falsa chiesa delle tenebre sta facendo progressi, e vedo la tremenda influenza che essa ha sulla gente. Il Santo Padre e la Chiesa sono veramente in una così grande afflizione che bisognerebbe implorare Dio giorno e notte“. (10 agosto 1820)

        “Vidi una strana chiesa che veniva costruita contro ogni regola… Non c’erano angeli a vigilare sulle operazioni di costruzione. In quella chiesa non c’era niente che venisse dall’alto… C’erano solo divisioni e caos. Si tratta probabilmente di una chiesa di umana creazione, che segue l’ultima moda, così come la nuova chiesa eterodossa di Roma, che sembra dello stesso tipo…“. (12 settembre 1820)

        Poi vidi che tutto ciò che riguardava il Protestantesimo stava prendendo gradualmente il sopravvento e la religione cattolica stava precipitando in una completa decadenza. La maggior parte dei sacerdoti erano attratti dalle dottrine seducenti ma false di giovani insegnanti, e tutti loro contribuivano all’opera di distruzione.
        In quei giorni, la Fede cadrà molto in basso, e sarà preservata solo in alcuni posti, in poche case e in poche famiglie che Dio ha protetto dai disastri e dalle guerre“. (1820)

        “Vidi che molti pastori si erano fatti coinvolgere in idee che erano pericolose per la Chiesa. Stavano costruendo una Chiesa grande, strana, e stravagante. Tutti dovevano essere ammessi in essa per essere uniti ed avere uguali diritti: evangelici, cattolici e sette di ogni denominazione. Così doveva essere la nuova Chiesa… Ma Dio aveva altri progetti“. (22 aprile 1823)

        “Vidi cose deplorevoli: stavano giocando d’azzardo, bevendo e parlando in chiesa; stavano anche corteggiando le donne. Ogni sorta di abomini venivano perpetrati là. I sacerdoti permettevano tutto e dicevano la Messa con molta irriverenza. Vidi che pochi di loro erano ancora pii, e solo pochi avevano una sana visione delle cose. Vidi anche degli ebrei che si trovavano sotto il portico della chiesa. Tutte queste cose mi diedero tanta tristezza“. (27 settembre 1820)

        “Vidi molto chiaramente gli errori, le aberrazioni e gli innumerevoli peccati degli uomini. Vidi la follia e la malvagità delle loro azioni, contro ogni verità e ogni ragione. Fra questi c’erano dei sacerdoti e io con piacere sopportavo le mie sofferenze affinché essi potessero ritornare ad un animo migliore“. (22 marzo 1820)

        “Ho avuto un’altra visione della grande tribolazione. Mi sembrava che si pretendesse dal clero una concessione che non poteva essere accordata. Vidi molti sacerdoti anziani, specialmente uno, che piangevano amaramente. Anche alcuni più giovani stavano piangendo. Ma altri, e i tiepidi erano fra questi, facevano senza alcuna obiezione ciò che gli veniva chiesto. Era come se la gente si stesse dividendo in due fazioni“. (12 aprile 1820)

        “Vedo altri martiri, non ora ma in futuro… Vidi le sette segrete minare spietatamente la grande Chiesa. Vicino ad esse vidi una bestia orribile che saliva dal mare… In tutto il mondo le persone buone e devote, e specialmente il clero, erano vessate, oppresse e messe in prigione. Ebbi la sensazione che sarebbero diventate martiri un giorno.

        “Verranno tempi molto cattivi, nei quali i non cattolici svieranno molte persone. Ne risulterà una grande confusione. Vidi anche la battaglia. I nemici erano molto più numerosi, ma il piccolo esercito di fedeli ne abbatté file intere [di soldati nemici]. Durante la battaglia, la Madonna si trovava in piedi su una collina, e indossava un’armatura. Era una guerra terribile. Alla fine, solo pochi combattenti per la giusta causa erano sopravvissuti, ma la vittoria era la loro“. (22 ottobre 1822)

        Ma Dio aveva altri piani..

        Beata Anna Katharina Emmerick

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  2. La preghiera finale del documento è di padre Couturier. Ecco cosa si dice di lui su wikipedia: “Studiò anche l’opera di Pierre Teilhard de Chardin, e fu profondamente influenzato dalla sua visione dell’unità di tutta l’umanità in Cristo, indipendentemente dal proprio credo”.

    Qui c’è tutta l’apostasia del falso ecumenismo. Il Teilhard de Chardin non era semplicemente eretico, era un apostata. Scrive padre Calmel nella sua bellissima “Teologia della storia”: “Le pagine di Teilhard de Chardin, che riportiamo più sotto, non formulano un’eresia sulla fede, ma ci traggono di colpo fuori dalla fede; fede e religione vengono alterate e fatte consistere in un’evoluzione e trasformazione della società umana e della città terrena. Trasformazione che viene del resto concepita secondo i sogni abnormi di un falso messianismo, riveduti e corretti per un’epoca di progresso tecnico e di potenza illimitata dello stato”.
    Rimarca Maritain: “La teologia teilhardiana è una gnosi cristiana e in più, come tutte le gnosi da Marcione ai nostri giorni, è una theology-fiction (fanta-teologia)” [J. Maritain “Il contadino della Garonna”]. Se pensiamo al ruolo decisivo di un padre de Lubac, grande difensore di T. de Chardin, i conti tornano. Anche De Lubac era un buon fanta-teologo: “Provvidenzialmente indispensabili per l’edificazione del Corpo di Cristo, gli «infedeli» devono beneficiare a loro modo degli scambi vitali di questo Corpo. Per un’estensione del dogma della comunione dei santi, sembra dunque giusto pensare che, benché essi non siano di per sé posti nelle condizioni normali per la salvezza, potranno nondimeno ottenere questa salvezza in virtù dei legami misteriosi che li uniscono ai fedeli. In breve, essi potranno essere salvati perché fanno parte integrante dell’umanità che sarà salvata (- H. DE LUBAC, Catholicisme, les aspects sociaux du dogme, Cerf, 1938, p. 173.).

    PAGINE DI PADRE CALMEL:
    Come, dunque, possiamo prevedere gli sviluppi futuri della fede terrena?
    Senza dubbio, sotto forma di una lenta concentrazione della forza d’adorazione umana attorno a un cristianesimo giunto gradualmente allo stato di “Religione per la Ricerca e lo Sforzo”. Il primo grande avvenimento che si dovrà produrre (indubbiamente un avvenimento che è già in corso) sarà lo scisma fra i credenti e i non credenti nell’Avvenire del Mondo: questi ultimi logicamente perduti per ogni Credo (svuotato di ogni funzione e oggetto) e per ogni conquista (divenuta priva di interesse e valore); i primi, biologicamente trascinati ad aderire a un unico organismo religioso nel quale la Fede nel Mondo si presenta con i due caratteri di coerenza indefinita ai fatti e di coestensione alla durata che contraddistinguono le cose reali. Il Mondo deve convenirsi nella sua massa, oppure deperirà per necessità fisiologica. E, se si convertirà, sarà per convergenza attorno a una Religione dell’Azione che si rivelerà gradualmente identica e sottomessa al Cristianesimo fedelmente prolungato fino al limite di se stesso.21
    In altre parole, il cristianesimo prolungato fino al limite di se stesso si riassorbe nel divenire cosmico o sociale. Non ha un oggetto specificatore infinitamente distinto dal mondo e dal soprannaturale. In presenza di questo conflitto fra la fede cristiana e la fede moderna, che cosa dobbiamo fare per salvare il Mondo?

    a) Una prima soluzione consisterebbe nel respingere, condannare e sopprimere (se possibile) la nuova religione come una proliferazione diabolica. Questo metodo è stato infatti tentato, ma con risultati che non potevano che essere cattivi dal punto di vista positivo. Arrestare il movimento moderno è soltanto un tentativo impossibile (poiché tale movimento è legato allo sviluppo stesso della coscienza umana), ma un simile gesto avrebbe in sé qualcosa di ingiusto e di anticristiano: per quanto condannabili possano essere molte forme prese dalla ” fede nel Mondo “, queste procedono da un innegabile sforzo di fedeltà alla vita (vale a dire all’azione creatrice di Dio), che devono essere rispettate. Infatti il movimento, che non è altro se non una trasformazione che si opera nella “anima naturaliter religiosa” dell’intero genere umano, ha già penetrato, come era inevitabile, lo stesso Cristianesimo. I cristiani, a seguito di un cambiamento inerente alla massa umana di cui fanno parte, già non possono più adorare esattamente come avveniva una volta (prima dell’apparizione dello Spazio e del Tempo). In altri termini: l’adorazione cristiana deve cambiare poiché non si indirizzerà più allo stesso oggetto divino (Dio e suo Figlio Gesù Cristo) che è stato rivelato una volta per tutte (*).

    b) Ne deriva che allo spirito si prospetta un’altra soluzione, più soddisfacente e più efficace della “condanna”;. E sarebbe la seguente: scoprire e dimostrare che, nella sua essenza, la moderna ” Religione della Terra ” altro non è che uno slancio verso il Cielo che s’ignora, di modo che le energie che sembravano tanto minacciose per la Chiesa, costituiscano al contrario un flusso nuovo capace di ravvivare il vecchio fondo cristiano. Non condannare, ma battezzare e assimilare. È chiaro che il Mondo nascente (il solo che conti), sarebbe virtualmente convertito in un solo colpo se si riconoscesse che la nuova divinità che adora è precisamente il Dio cristiano più profondamente concepito. Questa congiunzione dei due astri divini, è possibile? Sì, lo credo. 22
    Il mondo nascente, ossia l’insieme delle forze di civilizzazione (e di perversione) che sono all’opera nel mondo, vale a dire la città terrena in divenire, impregnata dei veleni della città del demonio e peraltro sollecitata dalla grazia: tutto ciò, indistintamente, è quanto deve essere assimilato alla santa Chiesa.
    Sotto l’influenza dei poteri quasi magici che la Scienza gli conferisce per guidare la marcia dell’Evoluzione, è inevitabile che l’Uomo moderno si senta legato all’Avvenire, al Progresso del Mondo da una specie di religione spesso tacciata (penso a torto) di neopaganesimo. Fede in qualche prolungamento evolutivo del Mondo interferente con la fede evangelica in un Dio creatore e personale; mistica neoumanista d’un In-Avanti che si scontra con la mistica cristiana dell’In-Alto: in questo apparente conflitto fra la vecchia fede in un Dio trascendente e una giovane “fede” in un Universo immanente, si situa esattamente (se non vado errato), attraverso ciò che ha di più essenziale, sotto la sua duplice forma scientifica e sociale, la crisi religiosa moderna.
    Fede in un Dio e fede nell’Uomo o nel Mondo… Le due Fedi (Fede in Dio e Fede nell’Uomo), lungi dall’opporsi l’una all’altra, rappresentano al contrario le due componenti essenziali di una mistica umano-cristiana completa,.. Insomma, è impossibile andare In-Alto senza spostarsi In-Avanti. Su tale punto, il Pensiero cristiano – avendo approfondito nello spazio di una generazione, sotto la pressione del pensiero profano, le nozioni di Partecipazione e di Incarnazione – è quasi giunto ormai ad armonizzarsi al nostro tempo, per il maggior sollievo delle anime credenti e non credenti, e certamente per la più alta gloria di Dio. E non stiamo certo esagerando l’importanza di questo primo successo.23

    20 Si possono vedere nel Lexique Teilhard de Chardin, di Cuénot, Plon, Parigi, i termini: neocristianesimo, neo-Chiesa, neo-Logos, – in Teilhard de Chardin di MAGLOIRE e CUYPERS (nuova sede editoriale: 4, rue Guisarde, Parigi), vedere i termini Cristo-cosmico, Cristo-evolutore, cristico, pancristico.
    21 Science et Christ, Seuil, Parigi, pp. 144 e 145.
    22 Ibid., pp. 159-160.
    23 Ibid., pp. 260-261.

    (*) Fu così che il vescovo di Metz, Paul Schmitt, osò dichiarare a Saint-Avold, nel settembre 1967:
    Il mutamento della civiltà che noi viviamo comporta dei cambiamenti non solo nel nostro comportamento, ma anche nella concezione che abbiamo tanto della creazione quanto della salvezza apportata da Gesù Cristo (Bulletin officiel de l’évêché de Metz, 1 ottobre 1967, citato da Itinéraires, n° 118.).

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  3. Ottimo questo excursus con cui Alfredo Grande ci ha rammentato quali siano state le basi di pensiero che hanno condotto a questo famigerato documento.
    La solita vecchia Gnosi, a sua volta direttamente derivata dalla cabala ebraica deviata, ritorna sempre fuori, magari in veste riveduta e corretta per farla sembrare chissà quale nuova scoperta. Roba vecchia quanto lucifero che ne fu il geniale (si fa per dire) inventore. Anche lui poveraccio non trova niente di meglio per cercare di rovinare le anime e, da un punto di vista “intellettuale”: ricorre sempre al vecchio sistema trito e ritrito, trovando però buon gioco in questi personaggi di grande superbia intellettuale, tanto grande da renderli ciechi alla Luce di Cristo. Tale Luce però è talmente sfolgorante che sono costretti a cercare tutti i mezzi in loro possesso per provare ad annullarla, per non essere costretti a vederla. Ovviamente non possono riuscirci, ed ecco allora che fanno di tutto per offuscare la Presenza Reale, la Luce Vera. Anche questo “vademecum” rientra tra i mezzi utilizzati a tal scopo, come del resto la pratica di dare la Santa Comunione nella mano e in piedi, e chissà quali altre nefandezze e sacrilegi in futuro. Bisogna riparare con la nostra preghiera alle offese fatte a Nostro Signore Gesù Cristo e non dobbiamo aver paura di proclamare in ogni occasione, opportuna e importuna, che Egli è veramente presente nel Santissimo Sacramento, e che è sacrilegio gravissimo riceverlo indegnamente: ciò che per forza di cose perpetra anche chi si comunica non credendo nella Sua Presenza Reale

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